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Fukushima, il disastro poteva essere prevenuto ed evitato: è stato errore umano

Nel disastro nucleare di Fukushima, conseguente al terremoto dell’11 marzo 2011, è stato determinante “il fattore umano”. Questo quanto emerge dal rapporto di una commissione indipendente di indagine secondo cui il disastro “è stato il risultato di una collusione tra governo, supervisori e il gestore dell’impianto, la Tepco, e la mancanza di governance delle suddette parti”.
Il rapporto accusa i responsabili di aver “di fatto tradito il diritto della nazione alla sicurezza rispetto agli incidenti nucleari”. Per questo “concludiamo che il disastro è stato frutto dell’azione dell’uomo”.
Il disastro “poteva e doveva essere previsto e prevenuto” ed i suoi effetti “mitigati da una risposta umana più efficace”, si legge nel rapporto della commissione, istituita nel maggio 2011 con il compito di esaminare la gestione della crisi e fare raccomandazioni.
“Sebbene provocato da questi eventi cataclismatici, il successivo incidente dell’impianto nucleare di Fukushima Daiichi non può essere considerato come un disastro naturale. Si tratta di un disastro profondamente frutto dell’azione dell’uomo”, conclude.
Intanto, a più di un anno di distanza dal disastro di Fukushima, ha ripreso a fornire elettricità il reattore numero 3 della centrale nucleare di Oi sulla costa del mar del Giappone. Il gestore dell’impianto, la Kansai, ha riattivato domenica uno dei suoi 11 reattori, il primo a ripartire dopo il terremoto e il conseguente tsunami.
L’energia elettrica fornita attraverso il nucleare costituiva il 30% della produzione del Giappone prima del disastro. Quindi, i costi per l’importazione di combustibile destinato ad alimentare le centrali termiche sono aumentati al punto da spingere il governo a far ripartire i reattori. A metà giugno, infatti, il primo ministro Yoshihiko Noda ha approvato l’avviamento dei reattori 3 e 4 dello stabilimento Oi ed entro il 25 luglio la centrale riprenderà appieno le sue funzioni. I restanti 49 reattori sparsi per tutto il Paese rimangono ancora inattivi.